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Thursday, October 2, 2014

Furla - Metropolis Mini Bag

Da qualche stagione le Mini Bag sostituiscono le clutch, le buste o le maxi bag. La loro piccola dimensione permette anche di scegliere un colore più vivace che stacchi completamente con il look. Il modello si assomiglia molto, cambia solo il logo stampato sul fronte. Furla ha seguito il trend, ma secondo me facendo uno sforzo in più. Le dimensioni ci sono, i colori vivaci anche. Cambia la tracolla e la chiusura entrambe di metallo d'oro. La Mini Bag, così, diventa più preziosa. La versione con la patella fur ha superato di certo tutte le altre mini bag. I colori rosso, nero, fucsia e blu on line sono già esauriti. L'appena concluso fashion month ha visto le fotografie di streestyle consacrare la Metropolis Mini Bag un must have di stagione.
Io la comprerei per il mio negozio, voi che colore scegliereste?














Friday, September 12, 2014

Honor NYC


Lowhighfashion cambia. Il titolo, i contenuti, i progetti futuri.

La settimana della moda a New York si è conclusa ieri, e oggi si ricomincia da Londra. Nella grande mela abbiamo visto Miroslama Duma e Natasha Goldenberg nuovamente in dolce attesa, le immancabili mises eccentriche di Anna dello Russo e Chiara Ferragni festeggiare i 5 anni del suo blog. Ormai, la condivisione sui Social Network permette di sentirsi partecipi in prima persona, pensare di essere lì presente in prima fila, corteggiata dai fotografi di street style e invitata ai party più cool della notte. Potrebbe quasi sembrare inutile quindi volare al di là dell'Oceano Atlantico. Per un Fashion Buyer non lo è. Esserci è fondamentale. La macchina Moda ha cambiato molti dei suoi schemi negli ultimi anni. Molti dei suoi protagonisti. Più o meno famosi e più o meno corteggiati dalle case di moda per varie strategie di marketing e di pubblicità. Una figura importante che invece non ha subito cambiamenti nel suo modo di lavorare in questo sistema che non è solo mediatico, è quella del Fashion Buyer. Chi sceglie, delle collezioni che hanno sfilato, che cosa comprare per il negozio, l' e-commerce o la catena retail per cui lavora. Chi decide che cosa il cliente finale comprerà. Con il mio nuovo progetto voglio coinvolgervi in quello che è il mio lavoro, la mia passione e quello per cui ho studiato e condividere quello che come Buyer io comprerei delle collezioni che hanno appena sfilato. Farvi scegliere, successivamente, quello che voi realmente comprereste in negozio. Il sistema Moda ha seguito un' evoluzione molto veloce nella comunicazione e nel coinvolgemento di più persone possibili. Ma questo coinvolgimento del cliente finale credo sia solo apparente. E' una democratizzazione parziale. Credo che il cliente finale sia una delle chiavi più importanti del sistema Moda e come tale vada valorizzato e ascoltato.
A voi la scelta.

Una delle collezioni per la SS '15 che più mi ha colpito a New York è quella della casa americana Honor disegnata da Giovanna Randall, ex cantante lirica ed ex studente di medicina che dopo aver studiato al FIT ha mosso i primi passi con C'N'C' Costume National a Milano. Gli abiti sono disegnati e prodotti esclusivamente a New York cercando di riportare in auge lo storico quartiere di Manhattan, il rispetto per quegli artigiani che là da tempo vi lavorano. La filosofia di Giovanna Radall è che gli abiti dovrebbero far sentire la donna libera, libera di essere quello che vuole, senza paura di poter cambiare ogni volta che voglia.







Thursday, July 3, 2014

New trend: hemp



Vi sono molte testimonianze sulla tessitura della canapa in tutta Italia. L'uso della canapa per produrre filati di altissima qualità con metodi industriale risale al 1700. Nei due secoli successivi, la produzione e gli eventi storici legati alla unificazione d'Italia, hanno reso necessario la creazione di un organismo unitario di industriali della canapa. Alla fine del 1800 queste industrie occupavano 20.000 persone distribuite in una ventina di stabilimenti diffusi soprattutto al Nord Italia. Tutti gli stabilimenti erano situati vicinio a un corso d'acqua, sia per la produzione dell'energia a vapore necessaria a far funzionare i macchinari importati che per la lavorazione del filato. Una produttività così organizzata ha permesso che l'Italia fosse seconda al mondo per quantità di filati prodotti e prima per la qualità. La maggior parte dei derivati tessili della canapa erano destinati all'uso militare fino a quando in occasione del primo conflitto mondiale, la totalità della produzione venne messa al servizio dello Stato. Negli anni '30 ci fu un primo stop del commercio di canapa, e anche se negli anni '70 ancora si potevano trovare tracce delle vaste coltivazioni, con il boom economico degli anni '80 e l'avvento delle materie prime sintetiche, la tessitura della canapa è definitivamente scomparsa. Nel 1997 la Comunità Europea ha stabilito finanziamenti per la reintroduzione della canapa ad uso industriale.A livello tessile ora la canapa è considerata una fibra migliore del cotone per qualità e resistenza, ma soprattutto è una coltura più sostenibile per l'ambiente. E nell'ottica di questa nuova frontiera, molte sono le iniziative e associazioni che vogliono riportare la tessitura della canapa ai fasti di un tempo. 
Vorrei quindi segnalarvi due realtà giovani che stanno spiccando in questo nuovo business: YouHemp e Simple Goods - Made as it should be
L' Associazione no profit YouHemp nasce dall’ idea di un gruppo di giovani friulani che amano la propria terra e le sue tradizioni per rilanciare la canapa e i suoi molteplici utilizzi. L'associazione si pone l'obiettivo di riqualificare la canapa sativa cercando di ricreare quella che era la filiera completa della canapa industriale promuovendo e realizzando processi eco-sostenibili per la produzione di materiali derivati dalla prima trasformazione della canapa, come i bio compositi. Nonchè promuovendo un network agroindustriale che renda operativa in Friuli una filiera completa della Canapa, studiando la domanda dei prodotti derivati e l'impatto sul mercato.
Si pongono come laboratorio di sperimentazione e ricerca, per la creazione di un database open source, destinato a fornire un know how ad agricoltori e produttori interessati a questa pianta. Documentiamo e localizziamo le coltivazione di prova nelle varie zone del Friuli, analizzando tutti i fattori ambientali che influiscono nello sviluppo e diffusione della pianta. 
Simple Goods, società di Treviso nata dall'idea di giovani ragazzi, presente quest'anno a Pitti Uomo nell'Arena Strozzi, parte dall'idea che il vero lusso sia la capacità del consumatore di discernere, di scegliere e di capire cosa acquista. Rigorosamente Made in Italy, l'uso di fibre e tinture naturali nel pieno rispetto delle norme internazionali sulla salute, l'uso della canapa e dell'ortica parte dalla coltivazione delle piante stesse (dal campo al tessuto). Una quasi maniacale cura per il fitting, alla base vi è un grande studio dei tessuti e dei trattamenti per la migliore cura e durevolezza dei prodotti. Il tutto condito da un tocco di originale creatività sempre tenendo saldo il rispetto per la comodità e la qualità che distingue Simple Goods.
  
    



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